LA MIA PRIMA COTTA – L’INSEGNANTE DI…

Il periodo del liceo, si sa, coincide con l’inizio dell’adolescenza dei propri studenti e termina con gli studenti che sono diventati dei giovani adulti.
In questo periodo è normale innamorarsi, in quanto si risvegliano gli istinti animali rimasti nascosto per via della giovane età.
Questo è valso anche per me. Il mio, tuttavia, è stato un caso piuttosto particolare. Non ho mai provato molto interesse verso le ragazze della mia età. Un po’ perché mi sembravano delle bambine, ed un po’ perché mi davano l’idea di avere un carattere ancora piuttosto infantile. La mia prima cotta mi è presa in prima liceo, e come avrete potuto leggere dal titolo di questo articolo, si trattava dell’insegnante di matematica.

Sì, bei tempi. Alle medie matematica è stata la materia che ho più disprezzato. Troppo noiosa da studiare, e durante le lezioni mi facevo delle penniche da paura. In prima media, invece, la mia media era di otto. Quell’anno fu la prima ed ultima volta che presi un voto così alto in matematica. Ma procediamo con ordine.
L’insegnante di matematica era una giovane insegnante 27enne, cui non dirò il nome per rispetto della privacy e ricordo che tutti i miei compagni, di nascosto, parlavano di lei in modo molto animalesco, e per certi persino maleducato (secondo il mio modesto punto di vista). Era sicuramente una donna attraente, ma tanto non c’erano speranze, quindi ritenevo stupidi i loro commenti su di lei ed io stesso vivevo coi piedi per terra.

LE LEZIONI DI RECUPERO PRIVATE

Arriva la fine del primo quadrimestre, e come volevasi dimostrare faccio schifo in matematica. Sono il peggiore della classe, media del quattro. Tutti gli altri, più o meno, hanno raggiunto la sufficienza. La scuola, di fronte a questo, decide di optare per dei corsi di recupero privati in cui la mia insegnante privata sarà proprio l’insegnante in questione e ricordo ancora i commenti ingelositi dei miei compagni quando questa notizie venne comunicata in classe.

Iniziamo quindi le lezioni di ricupero e lei si dimostra estremamente gentile e disponibile. Mi fa capire tante cose. Mi fa capire che nella vita si può sbagliare ma non bisogna mai perdere la speranza, bisogna lavorare duro e prima o poi i risultati arriveranno. Non se la prende per i tanti sbagli che faccio, anzi mi rincuora e mi capisce. E quando le dico che non so fare qualcosa, si mette a ripetere argomenti delle medie che non avevo studiato. Dimostra di essere un’insegnante brava, che sa quel che vuole e sa come ottenerlo. Di fronte a questi atteggiamenti, il mio cuore non ha retto più e si è innamorato di lei.

L’ultimo giorno di recupero, raccimolando tutto il mio coraggio, le confesso i miei sentimenti. Ovviamente sapevo già da inizio anno che la cosa non era fattibile. Non era solo questione di noi, ma anche delle regole scolastiche che non permettono relazioni tra insegnanti ed alunni. Ed infatti sono stato rifiutato. Nonostante il rifiuto, tuttavia si è complimentata con me per il coraggio che ho dimostrato, e ricordo ancora il momento in cui mi ha detto che sarei diventato un grande uomo.

Dopo il recupero i miei voti di matematica furono ottimi, grazie al tanto impegno che mettevo nello studio. Non ho mai studiato così tanto matematica come in quell’anno.
Nel secondo anno lei fu trasferita, ma rimane ancora oggi nel mio cuore.